Espresso al caramello

scritto da AnHoldMan
Scritto Ieri • Pubblicato 17 ore fa • Revisionato 17 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di AnHoldMan
Autore del testo AnHoldMan

Testo: Espresso al caramello
di AnHoldMan

Nella caffetteria dai vetri appannati
per attenuare il mondo,
un uomo parlava senza niente da dire;
una donna rideva senza ascoltare.
Sui tavoli stanchi di tazze vuote
l’aria odorava di caffè al caramello
e voglia di andar via.

Bastò uno sguardo caduto di lato
per cambiare il ritmo del cuore.
La ragione restò sulla sedia,
la brama gridò nel silenzio.

Lei si alzò con la solita scusa
lui seguì l’eco dei suoi passi:
un numero scritto in fretta
come una ferita inferta
con lucida follia.

In una stanza, poco distante,
bruciarono le ore di una notte
senza colpa e senza pudori.
Il mattino li colse con l’urgenza di fuggire,
come fossero marchiati.

Uscirono ognuno nella propria ombra
come si esce di galera, con sollievo
e un filo di vergogna.

Lei, a casa, scivolò sul pavimento
e pianse come per una nascita mancata,
un vuoto ancora caldo in grembo,
dolore in mezzo al petto.

Lui non smise mai di cercarla
tra i bar che odorano di sera,
nelle sale da tè dai nomi gentili,
nelle hall di mille alberghi a tre stelle.

A volte tornava in quella caffetteria
dove intravedeva un volto, quasi il suo,
e l’odore di caramello lo faceva tremare,
poi nulla.

Un cameriere racconta, a chi lo voglia ascoltare,
che nelle sere di pioggia, coi vetri appannati
si ode nell’aria come un sospiro e l’eco di passi:
il caramello profuma più forte.
Espresso al caramello testo di AnHoldMan
4

Suggeriti da AnHoldMan


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di AnHoldMan